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Spese condivise di coppia

Dividere le spese in coppia con stipendi diversi: 35% e 65%

Come dividere le spese in coppia con stipendi diversi: con netti di 1.400 e 2.600 € la quota è 35% e 65%, cioè 630 e 1.170 € su 1.800 €.

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Dividere le spese in coppia con stipendi diversi: 35% e 65%

Per dividere le spese in coppia con stipendi diversi, ognuno paga la stessa percentuale che il suo netto pesa sul totale dei due. Con 1.400 € e 2.600 € al mese sono il 35% e il 65%, cioè 630 € e 1.170 € su 1.800 € di spese comuni, contro i 900 € a testa del 50/50.

Il metodo proporzionale è un criterio di ripartizione in cui la quota di ogni partner sulle spese comuni coincide con il suo peso sul totale dei redditi netti. È aritmetica pura, senza stime dell'IA, e si fa in circa 10 minuti.

Punti chiave

  • Partite dai due netti realmente accreditati ogni mese e dividete ciascuno per la loro somma: il risultato è la vostra percentuale, che resta valida finché uno stipendio non cambia.
  • Applicate la percentuale solo alle voci davvero comuni (affitto, bollette, spesa, internet). Palestra, telefono e hobby restano a carico di chi li usa, altrimenti la quota si gonfia senza che nessuno se ne accorga.
  • Prima di accettare il 50/50, calcolate quanto resta a ciascuno a fine mese: se a uno rimane il 36% del netto e all'altro il 65%, il conto non è equo. Con la proporzionale restano entrambi al 55%.

Come dividere le spese in coppia con stipendi diversi in 10 minuti?

Servono tre numeri: i due stipendi netti mensili, il totale delle spese comuni e una calcolatrice. Non serve un foglio di calcolo, basta una nota condivisa sul telefono.

Il 50/50 è una convenzione, non una regola. Per le coppie sposate l'articolo 143 del Codice Civile dice che i coniugi contribuiscono ai bisogni della famiglia in relazione alle proprie sostanze e alla propria capacità di lavoro professionale o casalingo, quindi la legge indica già un contributo commisurato alle possibilità di ciascuno. Per i conviventi non sposati decide l'accordo tra voi due.

Quando i netti sono vicini, tra parti uguali e quota in base al reddito cambiano pochi euro e il 50/50 resta la scelta più semplice. Il calcolo qui sotto serve quando un netto è molto più alto dell'altro, come nel nostro esempio: 1.400 € contro 2.600 €.

Passo 1: quale stipendio scrivere, il netto o il lordo?

Il netto: la cifra che arriva sul conto ogni mese dopo tasse e contributi, perché è l'unica che ciascuno può davvero spendere. Prendete l'accredito dell'ultimo mese o la busta paga e scrivete i due numeri, uno accanto all'altro.

Qualche caso pratico, per scrivere un numero onesto:

  • Tredicesima e quattordicesima: scegliete un criterio e usatelo per entrambi. Il netto annuale diviso 12 va bene, purché valga per tutti e due.
  • Partita IVA, provvigioni, premi di risultato: usate la media mensile del netto su più mesi (12 è una scelta sensata), non il mese migliore né il peggiore.
  • Stipendio con trattenute fisse: se un rimborso o un prestito viene trattenuto in busta, scrivete la cifra che arriva davvero.

Passo 2: come si trasformano i due netti in percentuali?

Si divide ciascun netto per la somma dei due: quota A = netto A / (netto A + netto B). Con 1.400 € e 2.600 € la somma è 4.000 €, quindi A pesa 1.400 / 4.000 = 0,35 (35%) e B pesa 2.600 / 4.000 = 0,65 (65%).

Arrotondate al punto percentuale intero e controllate che le due quote facciano 100. Se arrotondate male, i centesimi si perdono per strada e a fine anno qualcuno ha pagato di più senza saperlo.

Passo 3: come si applica la percentuale a ogni spesa comune?

Si moltiplica l'importo di ogni voce per la percentuale di ciascuno, una voce alla volta, e si sommano le quote. Farlo voce per voce, e non sul totale, permette di vedere subito quanto costa ciascuna spesa a testa e di discuterne una sola quando cambia.

  1. Elencate le voci comuni con l'importo mensile. Una bolletta bimestrale va divisa per due.
  2. Moltiplicate ogni importo per 0,35 (A) e per 0,65 (B).
  3. Calcolate la quota del partner con la percentuale più bassa e ricavate l'altra per differenza: la somma torna sempre al totale.
  4. Sommate le quote e controllate che tornino al totale delle spese.

Quanto cambia in euro tra 50/50 e proporzionale su 1.800 €?

Il partner con 1.400 € netti risparmia 270 € ogni mese, cioè 3.240 € in un anno. L'altro partner paga 270 € in più. La coppia dell'esempio ha cinque voci comuni:

VoceTotale50/50 a testaA (35%)B (65%)
Affitto900 €450 €315 €585 €
Bollette180 €90 €63 €117 €
Spesa500 €250 €175 €325 €
Internet30 €15 €10,50 €19,50 €
Svaghi comuni190 €95 €66,50 €123,50 €
Totale1.800 €900 €630 €1.170 €

Il vero test è ciò che resta in tasca. Nel 50/50, A tiene 500 € (il 36% del suo netto) e B tiene 1.700 € (il 65% del suo). Con la proporzionale A tiene 770 € e B 1.430 €: per entrambi il 55% dello stipendio.

Se anche questo vi sembra troppo poco per chi guadagna meno, esiste il metodo del residuo uguale: si toglie il budget comune dalla somma dei netti (4.000 € meno 1.800 € fa 2.200 €) e si lascia la stessa cifra a ciascuno, 1.100 €. A verserebbe 300 € e B 1.500 €. È una scelta legittima, più generosa verso chi guadagna meno, ma va decisa insieme.

Quali errori falsano il conto?

Alcuni errori spostano il risultato senza che nessuno se ne accorga: usare il lordo, contare i premi occasionali come stipendio fisso, infilare nel mucchio spese che sono di uno solo e non accordarsi su cosa sia comune.

  • Il lordo al posto del netto. Le aliquote crescono con il reddito, quindi il rapporto tra i due lordi non è quello tra i due netti e chi guadagna di più risulta più pesante di quanto sia.
  • Un bonus o gli straordinari nel calcolo. Un premio una tantum non è una cifra mensile. Se capita, decidete a parte come usarlo, per esempio come fondo comune, e lasciate la percentuale com'era.
  • Le spese personali nel mucchio. Abbonamenti, telefono, vestiti, corsi: se li mettete tra i costi comuni, chi ha la quota più alta finisce per pagare una parte delle spese personali dell'altro.
  • Nessun accordo su cosa sia comune. Scrivete la lista delle voci una volta sola. Il caffè al bar della domenica è comune? Decidetelo adesso, non davanti allo scontrino.

Come tenere traccia di chi ha pagato cosa e chiudere i conti a fine mese?

Nel mese le spese le anticipa chi ha la carta in mano, quindi a fine mese si confronta ciò che ciascuno ha pagato con la quota che gli spetta, e chi è in debito salda la differenza con un solo bonifico. Basta una colonna con le anticipazioni e una con le quote.

Esempio con i numeri sopra. B ha anticipato affitto e bollette (1.080 €), A spesa, internet e svaghi (720 €). A doveva 630 € e ha pagato 720 €, quindi ha 90 € di credito. B doveva 1.170 € e ne ha pagati 1.080, quindi deve 90 €. Un bonifico da 90 € e il mese è chiuso.

Chi preferisce non rimborsarsi ogni mese può versare la propria quota con un bonifico al mese su un conto comune e usarlo solo per le voci condivise.

Domande frequenti

Ogni quanto va rifatto il calcolo della percentuale?

Quando cambia uno dei due netti in modo stabile: un aumento, un nuovo contratto, un passaggio a part-time. Se A passa da 1.400 € a 1.600 €, la somma diventa 4.200 € e le quote sono 38% e 62%. Fissate comunque una data di revisione, per esempio una volta l'anno, anche se non è successo nulla.

Come si fa se uno dei due non ha reddito per qualche mese?

Con un netto pari a zero la formula dà 0%, e non è sostenibile per nessuno dei due. Concordate una quota minima temporanea, o un importo fisso per il periodo, e una data in cui rifare il conto. Scrivete il tutto, così nessuno lo vive come un debito.

E se la casa è intestata a uno solo dei due?

L'affitto si divide come qualsiasi altra voce, ma una rata di mutuo su una casa di proprietà di uno solo non è un semplice costo, perché costruisce un patrimonio che resta all'intestatario. Si possono dividere bollette e spesa in proporzione e trattare la rata a parte. Per importi alti conviene sentire un professionista prima di mettere per iscritto l'accordo.

Da dove comincio oggi?

Scrivete le due percentuali in una nota che vedete entrambi. Poi applicatele alle prime tre voci, affitto, bollette e spesa.

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